| |
LA CULTURA OTTOCENTESCA che si riflette nella casa
di Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi era impegnata a ricercare nel passato
l'ispirazione per le proprie manifestazioni artistiche.
I DUE FRATELLI però, discostandosi dalla strada più
battuta, non combinarono spunti attinti da epoche differenti. Piuttosto che
verso l'eclettismo, indirizzarono le loro preferenze a suggestioni e oggetti
del Rinascimento,
in linea del resto con il programma culturale varato dalla giovane monarchia
sabauda all'indomani dell'Unità d'Italia. Proprio nel Rinascimento
essa additava il momento che meglio si prestava ad avvallare la costruzione
di un'identità nazionale, di fatto ancora assai debole.
IL RECUPERO del Rinascimento lombardo proposto dai fratelli Bagatti
Valsecchi diventava inoltre un omaggio a quell'età di Lodovico il
Moro che aveva rappresentato un momento culturalmente felice per la città.
Nella Milano di fine Ottocento tale insistenza su un antico primato artistico
ben si accordava al destino moderno del capoluogo lombardo, allora protagonista
di una rapidissima ascesa economica. Al ruolo-guida della città all'interno
della nuova nazione veniva così offerto il lustro di antiche radici
e un'adeguata legittimazione storica.
|
|