| |
L'INTERESSE per le arti applicate fu uno dei tratti distintivi del
collezionismo di Giuseppe e Fausto Bagatti Valsecchi. Gli antichi manufatti,
restituiti all'uso loro proprio e impiegati nella vita familiare di ogni
giorno, assicuravano ai preziosi ambienti allestiti dai due fratelli gli
accessori giusti e il completamento adeguato.
IL QUOTIDIANO USO abitativo del palazzo impose la realizzazione
di mobili e suppellettili che, sebbene sconosciuti ai signori dell'epoca
sforzesca, erano invece in grado di rispondere alle esigenze di comfort
e funzionalità della vita del XIX secolo.
Dal pianoforte ai comodini, dagli armadi alla vasca
da bagno ad acqua corrente, ogni inserto moderno fu arricchito o mascherato
con decorazioni tratte dai repertori ornamentali quattro-cinquecenteschi.
IL DESIDERIO di preservare l'unità stilistica della dimora,
così come la necessità di sanare le eventuali lacune presenti
nella fitta trama delle sue ambientazioni trovò soluzione nel moderno
rifacimento in stile. La casa diventava così luogo di cimento per
una nutrita schiera di artigiani lombardi. Queste maestranze specializzate
- personaggi come i fabbri Piovelli e Biraghi, il marmista Pietro
Benaglio,
il pittore-stuccatore Angelo Stocchetti - furono chiamate a confrontarsi
con i grandi modelli
rinascimentali e coinvolte in un programma decorativo capillare. La
serrata coerenza progettuale dei fratelli Bagatti Valsecchi si esercitava
su ogni più minuto dettaglio.
|
|